Ōmura Kōyō, Pagoda a Nara in inverno, shin-hanga, prima edizione, 1950

1.250,00

Artista: Ōmura Kōyō 大村廣陽 (1891–1983)
Tecnica: Nishiki-e Silografia originale policroma giapponese (mokuhanga), shin-hanga, prima edizione
Titolo: Pagoda a Nara in inverno
Soggetto: Pagoda a cinque piani del Kōfuku-ji e stagno Sarusawa-ike, Nara
Editore: Kyoto Hanga-in
Formato: ōban, (circa 420 × 280 mm)
Firma: Kōyō, con sigilli dell’artista in basso a destra
Sigilli marginali: cartiglio dell’editore Kyoto Hanga-in nel margine destro, con indicazione dell’intagliatore Matsuda e dello stampatore Shinagawa
Periodo: Shōwa, dopoguerra, circa 1950
Conservazione: Eccellente! Nessun difetto rilevante da segnalare.

Splendida e raffinata stampa originale shin-hanga, prima edizione su carta giapponese washi, nel raro formato ōban verticale, con ottima qualità cromatica, morbidi passaggi di bokashi e margini completi. La presenza del cartiglio di Kyoto Hanga-in e dei nomi dell’intagliatore Matsuda e dello stampatore Shinagawa conserva inoltre importanti elementi della storia produttiva dell’opera.

 

COD: QU-824 Categoria:
Descrizione

Descrizione

Descrizione dell’opera:

Una delle più suggestive vedute invernali di Nara: la pagoda a cinque piani del Kōfuku-ji emerge al centro della composizione oltre lo stagno Sarusawa-ike, avvolta dalla neve e dalla quiete di una notte blu.

Ōmura costruisce gran parte della scena attraverso un profondo blu freddo, sul quale i lunghi rami arcuati dei salici, appesantiti dalla neve, scendono dall’alto come sottili linee bianche.

Alcuni attraversano quasi l’intera altezza della composizione, creando una struttura grafica straordinariamente elegante e conferendo profondità alla scena.

Piccoli fiocchi di neve punteggiano il cielo e l’acqua dello stagno. Al centro, la pagoda del Kōfuku-ji è resa attraverso delicati passaggi di bianco, azzurro e bruno, mentre le masse scure dei pini formano una quinta naturale dietro l’edificio. In primo piano, lo specchio d’acqua di Sarusawa-ike riflette le tonalità fredde del cielo; sulla riva innevata compare un cervo, elemento che identifica immediatamente il paesaggio con Nara.

L’effetto è particolarmente raffinato: il grande campo blu non è semplicemente uno sfondo, ma diventa l’elemento dominante dell’atmosfera, mentre i rami innevati introducono un ritmo verticale che incornicia la pagoda. 

Le morbide variazioni cromatiche e i passaggi di bokashi conferiscono alla xilografia una qualità quasi pittorica.

Note simboliche:

Neve: silenzio e impermanenza.
Stagno: riflessi mutevoli, simbolo del wabi-sabi.
Pini: resilienza, longevità e continuità.
Cervo: sacralità della natura e simbolo di Nara.
Salici:flessibilità, resilienza e contemplazione.

L’artista:

Ōmura Kōyō 大村廣陽 (1891–1983), nome reale Ōmura Tanegorō 大村種五郎, fu un pittore giapponese di scuola nihonga, attivo a Kyoto per gran parte della sua lunga carriera. Nato nel 1891 nella prefettura di Hiroshima, si formò artisticamente a Kyoto e nel 1914 entrò nell’ambiente di Takeuchi Seihō, uno dei più importanti maestri della pittura giapponese moderna, diventando membro del Chikujōkai, il gruppo artistico legato alla sua scuola.

La formazione con Seihō fu fondamentale per lo sviluppo del suo linguaggio, in particolare per l’attenzione all’osservazione diretta della natura e allo shasei, lo studio dal vero.

Ōmura partecipò alle principali esposizioni ufficiali giapponesi, tra cui Bunten, Teiten e Shin-Bunten, ottenendo riconoscimenti e affermandosi nell’ambiente artistico di Kyoto.

La sua produzione pittorica fu dedicata soprattutto a animali, uccelli, fiori e soggetti naturalistici, nei quali dimostrò una particolare capacità di osservare il movimento e il carattere degli animali. Il cervo presente nella nostra stampa si inserisce perfettamente in questo interesse costante dell’artista per il mondo naturale.

Sebbene Ōmura sia oggi ricordato principalmente come pittore nihonga, nel dopoguerra realizzò anche un numero più limitato di xilografie in collaborazione con Kyoto Hanga-in. Queste opere sono particolarmente interessanti perché mostrano il trasferimento nella stampa della sua sensibilità pittorica: grandi campiture cromatiche, morbide sfumature, attenzione alla vegetazione e agli effetti atmosferici.

Rispetto alla produzione dei più celebri maestri dello shin-hanga come Kawase Hasui o Tsuchiya Koitsu, le xilografie di Ōmura Kōyō sono meno frequentemente reperibili e rappresentano quindi un settore particolarmente interessante per il collezionista specializzato.

La presente Pagoda a Nara in inverno, databile intorno al 1950, è un ottimo esempio di questa produzione: una raffinata veduta di Nara nella quale architettura, neve, acqua, vegetazione e animale vengono riuniti in una composizione di grande equilibrio e suggestione atmosferica.