Hirano Hakuho, Dopo il bagno, 1932 – Stampa litografica di pregio

340,00

Hirano Hakuho (Giappone, 1879-1957)
Titolo:  Dopo il bagno, 1932 c.a.
Tecnica: Stampa litografica a colori
Formato: Yotsugiri (18,5 x 12,5 cm.)
Edizione: Showa (1933-40 c.a)
Descrizione: Superba e rarissima stampa cromo-litografica (a più colori). Litografata su carta del Giappone washi databile nella prima metà del XX secolo. In eccezionale stato di conservazione con margini visibili su tutti i quattro lati.

Incluso nel prezzo cornice in legno argentato con vetro museale antiriflesso e protettivo.
Il vetro museo ha lo scopo di eliminare gran parte del riflesso e di protegere l’opera.

 

 

 

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Descrizione

Stampa litografica di pregio

La Litografia è una tecnica di stampa tra le più antiche e ancora oggi usate, soprattutto nel campo dell’arte. Inventata nel 1796 dal tedesco Aloys Senefelder, questa tecnica di stampa sfrutta l’incompatibilità fra l’acqua e il grasso su una superficie piana di una pietra calcarea (dal greco lithos, pietra). Questo supporto permette di eseguire un disegno con grande scioltezza. L’artista disegna direttamente sulla lastra con una matita la cui mina è composta da una amalgama molto grassa. Quindi la matrice viene inumidita con acqua e successivamente inchiostrata mediante un rullo: l’inchiostro che è grasso, viene respinto dalle zone bagnate e aderisce solo a quelle disegnate. Alla matrice si sovrappone un foglio di carta, che premuto con un rullo assorbirà l’inchiostro. Ad ogni successiva copia la lastra deve essere bagnata e nuovamente inchiostrata. Per le litografie a colori si usano diverse lastre disegnate separatamente e colorate ognuna con un colore diverso. Per ragioni di comodità, la pietra può essere sostituita da una lastra di zinco o di alluminio.

Descrizione dell’opera

Una donna dopo il bagno costituisce effettivamente l’esecuzione del corpo femminile di gran lunga più drammatica di tutta la sua produzione xilografica. La raffigurazione del corpo fu resa possibile in parte grazie allo studio di  Hirano Hakuho della pittura in stile occidentale ma anche alla sua vasta esperienza nel ritrarre modelle dal vivo. Per la composizione, tradizionale, l’artista scelse di rappresentare la donna parzialmente girata, seduta su un cuscino davanti a uno specchio giapponese, kyōdai, mentre sistema con un pettine la sua acconciatura in maniera naturale. La leggera applicazione di rosa sulla pelle pallida testimonia dell’abilità con la quale lo stampatore tentò di restituire l’ombreggiatura presente nei diversi disegni preparatori realizzati dall’artista. Da una parte l’artista si dimostra innovativo, con una posa di una naturalezza senza precedenti nell’iconografia xilografica bijinga che testimonia una visione matura di un nuovo modo di rappresentare il corpo femminile nello shinhanga. Dall’altra, egli mantiene numerosi elementi ricollegabili con la xilografia tradizionale giapponese: ad esempio l’illustrazione dettagliata dei diversi tessuti colorati, insieme all’esecuzione accurata dei capelli sono segni dell’influenza dei suoi studi sull’ukiyoe. Anche la composizione stessa, ovvero una donna con lo sguardo rivolto in direzione di uno specchio, che rimane un pò fuori dall’inquadratura, era una tecnica utilizzata sin dai principi dagli artisti nishikie nel bijinga per focalizzare l’attenzione dello spettatore sull’interno della scena e suggerire una possibile intimità. In questo caso la donna sembra assorta nei propri pensieri e occupata a sistemarsi i capelli. Questa meravigliosa scena tipica della iconografia femminile di Hirano Hakuho, raffigura la donna come se fosse persa in una contemplazione interiore. Queste tecniche dimostrano l’estesa conoscenza dell’artista per la storia delle stampe classiche del periodo Edo ma anche delle dinamiche sessuali inerenti alla cultura dell’ukiyoe.