Katsushika Hokusai, Il Fuji rosso,Vento fresco del Sud in una chiara mattina, Gaifu Kaisei, 1830-32

Katsushika Hokusai (1760–1849)
Serie: Trentasei vedute del Monte Fuji , Fugaku Sanjū rokkei, 1826-33
Titolo:
Il Fuji Rosso – Vento fresco del Sud in una chiara mattina, Gaifu Kaisei, 1830-32
Tecnica: Nishiki-e Xilografia a colori, firmata in lastra: Hokusai aratame Iitsu hitsu
Formato: oban yoko-e (mm. 270 x 420)
Edizione: Showa (1940-50 c.a)
Editore: Pubblicato da Watanabe Shozaburo – sigillo rotondo da 6 mm
Descrizione: Superba e rarissima prova con colori brillanti, e con ben visibile l’effetto di karazuri, gauffrage o stereografia, e l’effetto di mokumezuri, venatura del legno di base. Impressa su carta del Giappone databile nella metà del XX secolo. In ottimo stato di conservazione con margini visibili su tutti i quattro lati. Questa caratteristica è estremamente rara nelle stampe di Hokusai (vedi note generali).

 

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COD: QU-97 Categoria:

Descrizione

Note generali:

Margini
Per le stampe di Hokusai venivano usati dei registri che permettevano di stampare tutto il foglio e le piccolissime parti bianche che rimanevano lungo i bordi venivano di regola tagliate senza troppo curarsi se in questa operazione si perdevano parti del disegno. È una caratteristica estremamente rara quando si incontra, come in questa stampa , margini bianchi.

Descrizione opera:

… Quasi a voler rappresentare il silenzio completo che regna brevemente prima di un tifone, il cielo è gradualmente sfumato dal chiaro allo scuro, con una fascia in cima, di blu scuro a “fissare” la composizione. In sostanza, c’è soltanto una linea nel disegno, a tre colori fondamentali: raramente però, si sono ottenuti risultati artistici tanto grandiosi con tale economia. L’effetto è quello di una delle poche stampe perfette e il capolavoro riconosciuto di Hokusai: un sorprendente sguardo diretto alla Natura in una delle espressioni più superbe. È da notare anche la passione tipicamente giapponese per l’asimmetria, che lascia allo spettatore il compito di aggiungere gli elementi mancanti che la mente ordinata richiede. Il non detto è pari a ciò che viene effettivamente mostrato e lo spettatore collabora quindi attivamente con l’artista nel completare la scena. È difficile per noi oggi comprendere l’effetto che questa grande stampa deve aver avuto sui pittori occidentali, quando la ammirarono per la prima volta più di un secolo fa. Ma si potrebbe tranquillamente affermare che nel Fuji rosso si possono rintracciare i semi del impressionismo, del postimpressionismo e dell’astrattismo – in effetti, molto di ciò che è “moderno” nell’arte moderna . (cfr. R. Lane Hokusai, vita e opere, Londra 1989, Milano 1991 pag.189).

Comunemente nota come il Fuji rosso, questa stampa di Hokusai si distacca nettamente dalle altre di sua produzione per la scelta così senza compromessi della natura come soggetto dell’opera. Mentre nella stragrande maggioranza dei lavori paesaggistici di Hokusai, la natura viene usata come ambientazione in cui si svolge la vita umana, non c’è nulla nella stampa che suggerisca la presenza dell’uomo: c’è solo il monte Fuji, che torreggia sullo sfondo di un cielo azzurro solcato da qualche bianca nuvola. La stagione è fra la tarda estate e il primo autunno, nel momento in cui si dice che il Monte Fuji assuma una tonalità rossastra.

La neve contrasta fortemente con il cono pressoché nero della vetta. L’enfasi posta su questo risalto, la zona più nera del disegno, è controbilanciata dai boschi ai piedi della montagna. La suddivisione in vetta scura, massa rossiccia e base verde ricoperta di alberi e di per sé sufficiente a rendere la montagna ancora più intrigante. Hokusai ha scelto di stagliare il Monte Fuji su un cielo azzurro quasi completamente riempito di intricati motivi di nuvole, scelta che richiede altrettanta attenzione. Questo tipo di nuvola è tipico ed esclusivo delle stampe dalla tradizione occidentale. (cfr. M. Forrer Hokusai, Londra 1991 n.12).