Descrizione
DESCRIZIONE DELL’OPERA:
Quest’opera fa parte della rinomata serie “Edo-e Rokkasen”, in cui Kitagawa Utamaro gioca sul concetto di “parodia poetica” (mitate), associando le figure dei celebri sei poeti classici giapponesi a scene di vita intima e familiare contemporanee della città di Edo.
In questa specifica stampa, l’artista immortala un momento di commovente e quotidiana tenerezza: una giovane madre, pettinata con un elaborato mage (chignon) impreziosito da spilloni ornamentali (kanzashi), discosta la sua veste a righe per allattare il proprio bambino.
La straordinaria maestria di Utamaro emerge nei dettagli espressivi: il bimbo, con la testa parzialmente rasata secondo l’uso dell’infanzia dell’epoca, afferra affettuosamente fra le mani i seni di sua mamma e guarda verso l’alto con un’espressione straordinariamente viva, incrociando lo sguardo dolce e protettivo della madre. Il suo kimono dai colori vivaci presenta un decoro con motivi di pipistrelli, simbolo benaugurale. L’opera si distingue per l’incredibile pulizia delle linee fluide e la delicatezza con cui viene trattato il tema della maternità, elevando un gesto semplice e biologico a supremo ideale di grazia e amore umano.
L’opera si distingue per l’incredibile pulizia delle linee fluide e la delicatezza con cui viene trattato il tema della maternità, elevando un gesto semplice e biologico a supremo ideale di grazia e amore umano.
Non c’è idealizzazione mitologica o religiosa; la sacralità è trovata interamente nella realtà umana e terrestre. Il silenzio quasi palpabile, lo sguardo protettivo della madre e la fragilità del bambino compongono una vera e propria “poesia visiva” sulla cura, la protezione e l’amore incondizionato.
Il gesto quotidiano dell’allattamento viene elevato con grazia assoluta, catturando la connessione visiva ed emotiva profonda tra la madre e il neonato.
Note sull’artista:
Kitagawa Utamaro (Edo, 1753 – 1806) è considerato uno dei massimi maestri dell’ukiyo-e e uno degli artisti giapponesi più celebri del periodo Edo.
La sua produzione è particolarmente nota per le rappresentazioni femminili (bijinga), nelle quali sviluppò un linguaggio estremamente raffinato, caratterizzato da eleganza delle linee, sensibilità psicologica e attenzione ai gesti e alle espressioni dei personaggi.
Utamaro rivolse tuttavia la propria attenzione anche alla vita quotidiana, alle relazioni familiari, alla maternità e alle scene di vita domestica. In queste composizioni emerge un interesse particolare per la dimensione privata e affettiva dell’esistenza, lontana dalle rappresentazioni esclusivamente idealizzate delle cortigiane e delle celebri bellezze dell’epoca.
Utamaro raggiunse una straordinaria capacità nel rappresentare la vita quotidiana attraverso dettagli apparentemente marginali: un gesto, un oggetto, un’acconciatura, un abito o un elemento dell’ambiente domestico possono diventare parte essenziale della narrazione.
La sua arte esercitò una profonda influenza anche in Occidente a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, contribuendo in modo significativo alla diffusione dell’interesse europeo per l’arte giapponese e diventando una delle principali fonti d’ispirazione del Japonisme.
La presente stampa conserva pienamente il fascino della composizione utamariana.

