Descrizione
Descrizione dell’opera:
La stampa raffigura Naniwaya Okita, una delle più celebri bellezze femminili della Edo di epoca Kansei. Okita era una giovane addetta al servizio presso la casa da tè Naniwaya, situata nei pressi del tempio Sensō-ji ad Asakusa. La sua fama come bellezza cittadina la rese una delle modelle predilette di Kitagawa Utamaro.
Utamaro la presenta in una raffinata composizione ravvicinata, concentrando l’attenzione sul volto, sull’elaborata acconciatura e sull’elegante abbigliamento.
La giovane porta con entrambe le mani un vassoio laccato sul quale è posta una tazza da tè, elemento che allude direttamente alla sua attività presso la casa da tè Naniwaya. La tazza costituisce pertanto non un semplice elemento decorativo, ma un vero e proprio attributo identificativo della protagonista.
Il volto della giovane è costruito attraverso la caratteristica estrema economia di linea di Utamaro: sopracciglia sottili, occhi allungati, naso appena suggerito e piccola bocca vermiglia. L’assenza di elementi ambientali superflui concentra l’attenzione sulla figura e permette all’artista di trasformare il ritratto in una raffinata celebrazione della bellezza femminile.
Particolarmente elaborata appare l’acconciatura, composta da capelli raccolti secondo la moda dell’epoca e arricchita da numerosi pettini, fermagli, nastri e ornamenti. La costruzione dell’acconciatura contrasta elegantemente con la semplicità quasi astratta del volto.
Anche il kimono, riccamente decorato con motivi floreali, contribuisce alla straordinaria qualità ornamentale della composizione. La disposizione dei motivi, le variazioni cromatiche e il contrasto con la fascia scura dell’obi creano un sofisticato equilibrio tra figura, tessuto e superficie.
La presenza del fondo a mica è documentata anche negli esemplari storici dell’opera di Utamaro. Nell’esemplare qui presentato, la ristampa conserva questa caratteristica tecnica, permettendo di apprezzare l’effetto luminoso della mica sul fondo chiaro.
Il testo nel tanzaku (striscia verticale presente in alto a sinistra):
È un componimento poetico giocoso (kyōka) scritto dal poeta Katsura no Mayuzumi appositamente per celebrare la straordinaria attrazione della bellissima Okita della casa da tè Naniwaya.
Poesia: “Naniwazu no na ni ou mono to yukikai ni ashi no tomaranu hito mo araji na.”
“Proprio come l’antico porto di Naniwa è celebre per le sue canne,
così tra tutti i passanti che vanno e vengono da questo famoso locale,
non esiste anima i cui passi non si fermino ammaliati da lei. ”
Il gioco di parole (Kakekotoba)-La bellezza del componimento risiede in un raffinato doppio senso letterario incentrato sulla parola Ashi (あし):Canne/Giunchi (Ashi – 芦): Evoca la natura della baia di Naniwa (l’odierna Osaka), storicamente celebre nella poesia classica proprio per le sue paludi piene di canne.
(https://www.metmuseum.org/art/collection/search/45019)Piedi/Passi (Ashi – 足): Riferito ai passanti di Edo (Tokyo) che, camminando davanti alla casa da tè nei pressi del tempio di Asakusa, non riescono a fare a meno di bloccare le proprie gambe per ammirare la splendida Okita.
La ristampa Yuyūdō – Takamizawa
L’esemplare testimonia la maestria di due importanti protagonisti della tradizione della ristampa xilografica giapponese, Yuyūdō e Takamizawa, la cui esperienza e competenza hanno permesso di restituire con straordinaria fedeltà la raffinatezza dell’originale di Utamaro.
La precisione dell’incisione, la finezza delle linee, la perfetta registrazione dei colori e la minuziosa resa dei dettagli rivelano un elevatissimo livello di abilità tecnica e sensibilità artigianale. La pregiata carta washi e il raffinato impiego della polvere di mica esaltano ulteriormente la qualità e l’eleganza dell’esecuzione, conferendo alla stampa quella ricercatezza propria delle produzioni di alto livello della tradizione xilografica giapponese.
Note sull’artista:
Kitagawa Utamaro (circa 1753 – 1806) è universalmente considerato uno dei massimi maestri dell’ukiyo-e e uno dei più importanti interpreti della rappresentazione della bellezza femminile nel Giappone del periodo Edo.
La sua produzione è particolarmente celebre per i bijin-ga, immagini dedicate alle belle donne, nelle quali Utamaro sviluppò un linguaggio estremamente raffinato, caratterizzato dalla purezza del disegno, dalla sensibilità psicologica e dalla capacità di ottenere una forte espressività attraverso un numero sorprendentemente ridotto di linee.
A partire dagli anni Novanta del Settecento, l’artista sviluppò in maniera particolarmente originale i ritratti ravvicinati delle donne, concentrando l’attenzione sul volto, sull’acconciatura e sulla parte superiore del corpo.
La rappresentazione di Naniwaya Okita costituisce un esempio significativo di questa poetica.
Utamaro non si limita infatti a rappresentare una generica bellezza femminile: attraverso la tazza da tè e il vassoio identifica la giovane donna con la sua attività professionale e con il luogo nel quale era conosciuta dal pubblico di Edo.
La sua arte rivela inoltre un particolare interesse per i dettagli della vita quotidiana: acconciature, tessuti, ornamenti, oggetti domestici e gesti diventano strumenti attraverso i quali raccontare la società urbana contemporanea.
La straordinaria eleganza delle sue figure femminili e la capacità di trasformare persone realmente esistite in immagini di grande forza estetica contribuirono alla sua enorme fama, sia in Giappone sia, successivamente, in Occidente.
L’opera di Utamaro ebbe infatti un’importanza fondamentale nella diffusione dell’interesse europeo per l’arte giapponese e nel successivo sviluppo del Japonisme, influenzando profondamente la cultura figurativa occidentale della seconda metà dell’Ottocento.



